avanti avanti in questo mondo saltino bacino bum bum*
non ti preoccupare e dai sistema tutto, dopo i due esami o qualcosa sia tu abbia da fare in questo anno multitentacolare, devi dare sui fianchi e sulle gambe, avere un carattere che fa bum ad ogni passo perche a nessuno interessano le nostre domande, quei duecento particolari che ci rendono diversi come diversi lo sono tutti. tra l'estetica e gli scatoloni ancora da spacchettare, tra i mille fogli ancora da firmare e le pratiche lasciate aperte in quattro nazioni diverse e ancora non troppo lontane tra loro.
A londra ci si sveglia bene che sembra ancora troppo presto e ci si sente sempre in anticipo al resto, e piove e tutto va tranquillo. Anche se praticamente dovevo combinare per prendere internet, le copie delle chiavi, il numero inglese e dico vado in centro, compro il liquido delle lenti, vedo un museo, vado a zonzo da green park a holborn a soho, trovo il caffè italia che qualche giornale aveva descritto, e poi a zonzo ancora, poi zonzo zonzo nel senso che mi perdo ma le metro son sempre li a portata di mano faccio per comprare un paio di libri e cazzo il bancomat, dov'è che senza son fottuto.
e allora ci ho messo un'ora e mezzo senza mappa e senza mamma con il suo senso di orientamento, per ritrovare il caffè italia, e loro dicono niente mica l'abbiamo trovato, e poi verso il museo un'altra ora, poi al negozio di telefoni dove avevo detto si si passo tra due minuti, e nella carta di credito mi chiedono il pin -ma chi lo sa, e allora la tipa dice guarda se la inseriamo dal lato sbagliato c'e' il trucco e non ti chiede il pin e non ti preoccupare, me lo dice con sti occhi azzurri, e se me lo dici con quegli occhi compro pure il telefono da te
al museo invece sta guardia nerboruta mi dice guarda che devi bloccare la carta, e lo sai la mia ex olandese che aveva avuto un problema simile e le banche olandesi di solito fanno veloce, ma tu amico mio, meit, blocca la carta eh, si la blocco amico mio, ma dico si come dico si si dai tempi delle lezioni di latino dove dicevo seh a qualsiasi cosa e ancora non cambia sta cosa, e poi mi perdo un po, chiedo informazioni a una tipa che distribuisce volantini per una organizzazione di carità, una di quelle ragazze dagli occhi verdi del tipo mediorientale che mi ricorda un altro paio di occhi, ma quelli castani e inizia a massaggiarmi la mano, mentre mi dice ehm son un po terribile a dare indicazioni. sè, però, beamòna. Poi vediamo di mettere un paio di biglietti da visita da subito in queste cazzo di gallerie di soho. Piene per un anno. Stesso le mie palle. Però.
sè ma devo trovare il bancomat o guardare gli occhi.o tutte queste case di mattoni.
poi vado alla farmacia e blocco tutto il negozio, poi mi fermo a una metro a far la copia delle chiavi piu cara che ci sia, e torno a casa un po scazzatello, svuoto tutto e santo bancomat era li, innocente. Bene. Poi in un altro giorno mi prende uno sconosciuto e mi guarda con gli occhi così e dice bene ti offriamo il lavoro che avevi prima, solo che per più soldi. un pelin distante da casa ma un'ora di viaggio qui è la norma.
poi mi avventuro a camden con il vestito e la cravatta in mezzo a questi punk rifatti.
Ci sono tutte queste cose che la routine si mangerà, e anche io ricomincerò a mangiare o lavorare e dipingere e magari appendere i quadri e fare una vita normale di nuovo ma ora di nuovo, di nuovo al mondo, di nuovo nel rumore a testa bassa avanti avanti.
* ultimo pezzo del titolo dal ballo del pinguino (trad. pop. - credo, o almeno dalla sagra di sant'aguzzino